Nanotecnologia: come le superfici cambiano comportamento grazie all’ingegneria su scala nanometrica
- tenax tempra
- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

La nanotecnologia è spesso percepita come qualcosa di astratto o futuristico, ma in realtà è già parte della nostra quotidianità: dai coating idrorepellenti agli smartphone più resistenti, fino ai trattamenti per metalli impiegati nell’industria.
L’idea centrale è semplice: intervenire sulla materia a livello di nanometri (un miliardesimo di metro) per modificare drasticamente il modo in cui una superficie interagisce con l’ambiente.
Molte persone danno per scontato che “trattare una superficie” significhi aggiungere uno strato visibile, come una vernice o una protezione chimica. In realtà, i trattamenti nanotecnologici non creano uno strato percepibile, ma modificano il comportamento della superficie grazie a strutture invisibili che lavorano come micro-ingegneria funzionale.
Angolo di contatto: la chiave per capire idrorepellenza e oleorepellenza
Uno dei concetti fondamentali, spesso trascurato, è l’angolo di contatto: il valore che misura quanto una goccia d’acqua (o di altro liquido) “si appiattisce” su una superficie.
Angolo di contatto basso (< 90°) → la superficie è idrofila: il liquido si espande, bagna, penetra.
Angolo di contatto alto (> 120°) → la superficie è idrofobica: la goccia rotola via come su una foglia di loto.
Superfici super-idrofobiche (> 150°) → il liquido quasi non aderisce: rimbalza.
Molti credono che l’idrorepellenza dipenda solo dal materiale. In realtà, la micro-struttura è altrettanto determinante. Per esempio, anche un materiale normalmente idrofilo può diventare idrofobico se la sua superficie viene ingegnerizzata con pattern nanometrici che intrappolano aria e impediscono al liquido di aderire.
Struttura delle superfici: lisce, rugose, nanostrutturate
Un’altra assunzione sbagliata è che “più una superficie è liscia, meglio funziona”. Non sempre. A livello nano, la rugosità può essere un vantaggio. Esistono tre approcci principali:
1. Superfici lisce funzionalizzate
Le molecole del trattamento si legano alla superficie formando un film sottilissimo che modifica energia superficiale e comportamento.
2. Superfici micro-rugose
Usate per aumentare adesione, attrito o assorbimento. Un esempio: superfici sabbiate prima della verniciatura.
3. Superfici nanostrutturate
La vera “magia”: pattern ripetuti (pilastri, cavità, reticoli) su scala inferiore al micron. In questa categoria nascono:
proprietà super-idrofobiche
auto-pulizia (effetto loto)
resistenza all’usura
anti-impronta
anti-corrosione avanzata
Trattare diverse superfici: vetro, ceramica, plastica, metalli
I trattamenti nanotecnologici possono migliorare:
Vetro → anti-pioggia, anti-calcare, anti-fingerprint
Ceramica → impermeabilità, facilità di pulizia
Plastica → maggiore resistenza ai raggi UV, repellente allo sporco
Metalli → riduzione corrosione, miglior scorrevolezza, maggiore resistenza chimica
La parte interessante, che spesso non si considera, è che il coating non “copre” il materiale: lo modifica funzionalmente senza alterarne aspetto o dimensioni.
Focus sui metalli: perché l’acciaio è un caso speciale
Ci si aspetta spesso che “l’acciaio inox sia già perfetto così”, ma questa è una mezza verità. L’acciaio ha ottime proprietà intrinseche, soprattutto grazie allo strato passivante di cromo, ma non è immune a:
contaminazioni saline
corrosione puntiforme (pitting)
impronte e oli
deterioramento estetico
adesione di sporco e contaminanti industriali
È proprio qui che la nanotecnologia può fare la differenza.
Cosa può ottenere la nanotecnologia sull’acciaio
1. Miglioramento dell’idrorepellenza e oleorepellenza
Applicando un trattamento che aumenta l’angolo di contatto, l’acciaio diventa meno sensibile a:
macchie
oli
calcare
micro-contaminanti
Questo non va confuso con la lucidatura: la nanotecnologia è una modifica funzionale.
2. Protezione anticorrosiva avanzata
I coating nanotecnologici creano una barriera chimicamente resistente, spesso basata su:
silani funzionalizzati
ceramiche nanometriche
reticoli a base di SiO₂
Questa barriera riduce l’interazione tra umidità/ossigeno e metallo, rallentando drasticamente processi corrosivi.
3. Migliore resistenza all’usura
Alcune formulazioni compattano la superficie a livello molecolare, riducendo l’abrasione e migliorando la scorrevolezza.
4. Effetto anti-impronta
Molto utile su superfici estetiche come:
elettrodomestici
ascensori
pannelli interni
attrezzature galvaniche o industriali
La superficie trattata riduce l’adesione di grassi e sudore umano.
5. Auto-pulizia e facilità di manutenzione
Se il liquido non aderisce, neanche lo sporco lo fa. Ciò permette:
pulizie più rapide
uso ridotto di detergenti (con impatto ambientale inferiore)
maggiore longevità del materiale
Conclusione: superfici più intelligenti, non più spesse
La nanotecnologia non aggiunge strati pesanti, non cambia il colore, non altera l’estetica. Essa cambia il comportamento, e questo è un salto concettuale importante.
Se guardi al futuro dei trattamenti superficiali — galvanici, protettivi o estetici — la direzione è chiara: non si sta andando verso rivestimenti sempre più spessi, ma verso materiali che interagiscono in modo nuovo con l’ambiente.
L’acciaio, in particolare, beneficia enormemente di questa evoluzione: diventa più resistente, più facile da mantenere e più performante in contesti dove la corrosione o lo sporco erano inevitabili.
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